![]() Come cittadino che paga le tasse, ma anche come socio della SAT, voglio esprimere la mia totale solidarietà con la decisione assunta dal direttivo del sodalizio alpinistico trentino di abbandonare la manutenzione dei sentieri della Paganella. E' del tutto evidente, che la decisione presa sia stata fatta per dare un segnale forte e chiaro contro la politica dello sfruttamento delle montagne, che in questi ultimi anni è stato sempre più pressante, indiscriminato ed arrogante. La Paganella, la montagna che una volta si cantava "de pù bele no ghe n'è", è ormai ridotta ad un triste luna park d'alta quota, brutalizzata in ogni dove da impianti e piste da sci, che ne hanno cambiato irrimediabilmente la sua identità. Purtroppo la Paganella non è l'unico esempio in tal senso, ma solo il più eclatante, infatti è da anni che non c'è un solo progetto che preveda un nuovo impianto da sci che trovi la minima opposizione da parte della politica nostrana, tranne qualche rara, ma purtroppo inutile, eccezione. Che impiantisti, albergatori ed operatori turistici spingano a senso unico verso questo tipo di turismo - anziché proporre altre formule meno impattanti ma lo stesso remunerative - non lo condivido per niente, ma diciamo che posso capirlo. Invece, chi proprio non riesco a capire sono quegli "alpinisti vip" come Cesare Maestri & C. che difendono questo tipo di scelte. Ma come! Proprio loro che devono la loro notorietà alle imprese fatte in montagne, adesso si mettono dalla parte di chi quelle stesse montagne le vuole distruggere a fini di lucro? Per quanto mi riguarda le scalate di Cesare Maestri, come di tutti quelli che lo hanno preceduto e che lo hanno seguito e che lo seguiranno, passano; quello che resta, sono solo le montagne. Quello che non si potrà mai dimenticare, al contrario, sarà per esempio il Brenta quando avrà perso per sempre la valle che porta il nome del gruppo, per creare un insulso collegamento sciistico fra Pinzolo e Campiglio. Quella si che sarà una ferita indelebile che rimarrà scolpita per sempre nella storia e che avrà fra i nomi e i cognomi dei responsabili anche quelli di chi, questi progetti, li ha appoggiati anche solo a parole. Noi, fino a quando ci saranno più cime che uomini stolti, sapremo trovare sempre un'altra vetta dove poter salire con lo zaino in spalla, faticando e senza dover pagare il biglietto e dire grazie a nessuno. Noi, ricorderemo con disgusto e disprezzo tutti quelli che hanno contribuito a rovinare irreparabilmente le "nostre montagne" e lasceremo ai nostri figli giudicare chi aveva ragione.
uno dei tanti scempi in Paganella |